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Luigi e Carmela Brusatin

Ho conosciuto 50 anni fa Dan Iannuzzi diventando un collaboratore del Corriere Canadese. Da Dan, del quale ricordo il sorriso e la gentilezza, ho imparato tanto. L'ultima volta che l'ho visto dopo aver chiacchierato a lungo mi ha salutato invitandomi a rivederci al giornale quando sarebbe tornato da Roma. Era agosto e mi disse: «Vieni a trovarmi quando torno». È difficile accettare la dolorosa realtà.


Mi mancherai, ci mancherai Dan!


Alla gentile signora Elena Caprile, alla famiglia Iannuzzi e a tutta la redazione del Corriere Canadese le nostre più sentite condoglianze. Con tanto affetto.


Luigi Neri
Vaughan

Avendo appreso dell'improvvisa scomparsa del caro Dan Iannuzzi, presidente e fondatore del giornale degli italiani in Canada. Mi unisco a tutti i connazionali dividendone l'immenso dolore in cui ci ha lasciato.


Fu nel 1954 che ebbi l'onore di conoscere quest'uomo "tutto italiano". A quell'epoca molti di noi giovani e giunti da poco a Toronto dall'Italia, dalla Francia e dal Belgio, ci sentivamo persi, demoralizzati e anche discriminati.


Fu in un club italiano sito su Branton Street a Toronto che conobbi Dan. Mi disse che lui veniva da Montréal e che anche lui si sentiva un po' emigrante, ma che le sue difficoltà erano molto meno delle mie che dovevo inserirmi in una società diversa da quella che avevo lasciato. Le sue parole erano ricche di incoraggiamento, di speranza. Se dopo mezzo secolo sono ancora qua lo devo a lui. Io non lo dimenticherò mai! Lo ricorderò per quello che è stato, un grande italiano, l'orgoglio degli italiani in Canada.


Alla moglie, ai figli e a tutto il personale del Corriere Canadese le mie più profonde e commosse condoglianze.


Antonio Bonavota
Associazione Comuni di Vibo Valentia


Il direttivo dei comuni di Vibo Valentia porge le più sentite condoglianze alla famiglia Iannuzzi e alla direzione del Corriere Canadese per l'immatura scomparsa di colui che a ragione fu definito il pioniere degli emigranti.


Antonino Famà
Associazione Nazionale Polizia di Stato -Toronto


Daniele Iannuzzi, il grande editore del nostro giornale di lingua italiana, è stato il papà della nostra comunità. Intelligente e capace di grande umorismo. Gli sono stato vicino quando era il presidente della Confederazione Calabro canadese ed io ero un consigliere della stessa. In seguito ho invitato Dan Iannuzzi a diventare un socio benemerito dell'Associazione Nazionale della Polizia di Stato e lui ha accettato con orgoglio.


Daniele mancherai a tutti, ricorderemo sempre le tue grandi virtù. Dalla mia famiglia, dai miei colleghi e da me giungano le più sentite condoglianze alla famiglia della signora Elena Caprile, al figlio Michele e alla redazione del giornale.


Tony Squadrilla
Grumo Appula

Brotherhood Association

Non ci sono parole capaci di esprimere il dolore per la perdita di un uomo che nel bene e nel male ha sempre lavorato sodo per la nostra comunità italo-canadese. Il nome del signor Dan Iannuzzi sarà ricordato per tanti anni. Sentite condoglianze dalla comunità di Grumo Appula e da me personalmente.


Giuseppe Famà
Scilla Club Toronto


Daniele Iannuzzi è stato editore di altissima intelligenza. La sua personalità è rimasta impressa nella mente di tutti coloro che l'hanno conosciuto. Aveva grandi doti personali ed era l'amico di tutti oltre che il pilastro della comunità italiana. A nome di tutti i soci del club porgo le più sentite condoglianze alla famiglia, signora Elena Caprile, al figlio Michele e a tutta la redazione del Corriere Canadese.


Vittorio Sottile
Rogliano Social Club

Da tutto il Rogliano Social Club e dal comitato le più sentite condoglianze alla famiglia Iannuzzi e allo staff del Corriere Canadese.


Giuseppe Bonavista
Circolo Santonofrese


La comunità di S. Onofrio di Toronto porge le più sentite condoglianze alla famiglia di Dan Iannuzzi per la scomparsa prematura di colui che ci ha tenuti sempre vicini alla madre patria.


John e Geraldine Di Marco
Ofena Social Club e Opera York


Come tutti quelli che hanno avuto il piacere di conoscere Dan Iannuzzi anche noi siamo rimasti costernati nell'apprendere la triste notizia della scomparsa del signor Iannuzzi mentre era a Roma. Abbiamo letto e riletto i vari articoli sul Corriere, forse per accettare meglio la dura realtà.


Ora non ci resta altro che ringraziare questo pioniere del multiculturalismo per averci costantemente ricordato, attraverso i 50 anni del suo giornale, quali siano i veri valori umani a cui noi tutti, indipendentemente dalla nazione di provenienza, dal colore della nostra pelle, dalla religione che che professiamo, dobbiamo giornalmente sottostare, considerare, valutare e rispettare.


A voi tutti del Corriere le più sentite condoglianze per la perdita non solo del "Boss" ma di un caro amico al quale ogni giorno di più vi stavate affezionando. Continuate l'ottimo lavoro e fate sì che il vostro "Boss" sia sempre orgoglioso di voi tutti.

 

Alessandro Califano

Solo oggi ho letto sul Corriere Canadese che Dan ci ha lasciati. Ne sono rimasto duramente colpito: i pochi incontri che ho avuto con Dan in Italia, e poi la sua frequentazione in occasione della mia - pur non lunga - esperienza in redazione a Toronto, me lo avevano reso quasi una sorta di fratello maggiore, cui ricorrere con fiducia (anche se con un po' di inevitabile timidezza) non soltanto per le questioni di ordine professionale.


Il suo gusto per la vita, la sua vulcanica progettualità, la sua lucidità e l'ampiezza delle sue vedute ne facevano per me un modello ed un punto di riferimento sicuro. Pur da troppo tempo assente dal mondo canadese, era certamente a lui che seguitavo a pensare come ad uno dei "ponti" più sicuri per cogliere il quadro d'insieme della società nordamericana.


I suoi racconti sull'evolversi della condizione degli "italiani d'oltremare", e sul prezzo che questa evoluzione ha richiesto, le sue analisi delle linee di tendenza della società e della cultura canadese, e di quella italocanadese, restano scolpiti nella mia mente, chiarissimi come nel momento in cui ha voluto rendermene partecipe. E con essi, resta vivo il ricordo del suo bellissimo, ironico sorridere, quasi a relativizzare le cose di cui si andava parlando...


Mi mancherà. E già mi manca l'impossibilità di ricevere una sua risposta agli innumerevoli interrogativi che mi si affollano improvvisi e anarchici alla mente, alle questioni che so che avrei voluto e potuto sottoporgli. È questa impossibilità che rende, forse, così irrimediabile il senso di perdita che provo in questo momento, sia pure temperato dalla dolcezza dei ricordi.

 


Irene Zerbini e famiglia

Vorrei esprimere alla Famiglia Iannuzzi il mio profondo dispiacere e la mia vicinanza in questo momento di dolore. Ho sempre stimato moltissimo Dan Iannuzzi. Aveva una cultura rara, che lo rendeva in grado di trattare con la stessa disinvoltura con chiunque.


Ho pensato più di una volta che se lui non si fosse sobbarcato il rischio, centinaia di migliaia di emigranti non avrebbero mai ususfruito di organi di informazione che li considerano soggetti pensanti, dotati di intelligenza e cervello. Sarebbero rimasti un mercato a cui vendere prodotti d'importazione.

 

Ho ammirato il coraggio, lo spirito visionario, la sobrietà.


Inoltre aveva un'eleganza naturale e una profonda conoscenza dell'animo e dell'agire umano.
Quando mio figlio crescerà, gli mostrerò un ritaglio in cui il Corriere Canadese gli faceva le felicitazioni per essere venuto al mondo. Un giornale in cui io in quel periodo, nemmeno lavoravo. Un pensiero per cui mi sento profondamente riconoscente.


Spero che in questo momento difficile, vi possa confortare in qualche modo l'impronta che lui ha lasciato.
 


Vittorio Nanni
Giornalista


Dan Iannuzzi mi ha sempre stupito, fin da quando l'ho incontrato al Corriere la prima volta. Mi ha stupito che un editore avesse la voglia e il tempo di parlare con uno che voleva fare il giornalista o almeno il correttore di bozze.


Dan Iannuzzi mi ha consentito di diventare giornalista, qualcosa che, agli occhi di un giovane italiano di quasi 40 anni fa, equivaleva a laurearsi in medicina e, allo stesso tempo, diventare un cantante rock.  Ho lavorato moltissimi anni con Dan Iannuzzi ed è l'unica persona che io conosco con la quale io non abbia mai litigato in redazione.


Mi dispiace soltanto di non averlo mai chiamato Dan, ma sempre Signor Iannuzzi. Il fatto è che era ed è sempre stato ai miei occhi, un personaggio troppo eccezionale per essere chiamato semplicemente Dan. E del resto in un giornale uno non dice al suo editore, ti voglio bene. Fino a che non è troppo tardi.  Ti voglio bene, Dan.

 

 

Francesco Gulli
Toronto


Porgo le mie più sincere condoglianze alla famiglia Iannuzzi. Tutti noi abbiamo perso il nostro padre di famiglia. Io Francesco ho perso il mio caro fratello. Che nostro Signore Gesù gli conceda gloria e pace per l'eternità.



Gino & Gigliola Russignan
Torrefazione Barzula


Desideriamo esprimere le nostre più profonde condoglianze a tutta la famiglia Iannuzzi alla quale vanno i nostri pensieri e le nostre preghiere in questo difficile momento di dolore.

 

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