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Rudy Marcolini
Montréal

Quando l'ho conosciuto, avevamo quasi la stessa età ma fu lo stesso il mio primo maestro. Per me, pivellino, sbarcato dall'Italia a Toronto, Dan fu anche il mio primo contatto con la vita e il mondo del lavoro canadesi.


Mi portò, lo ricordo come fosse stato ieri, a vedere la tipografia dove il papà manovrava la macchina piana che sfornava quei grandi fogli del Corriere. Poi passammo alla redazione, dal direttore Arturo Scotti, che mi fece passare al setaccio.


Ero preoccupato ma Dan mi disse: «Stai tranquillo vedrai che comincerai a lavorare la settimana prossima». E così fu.


Erano anni eroici, si lavorava con passione e il giornale era diventato già, a pochi anni dalla sua fondazione, l'autorevole portavoce della collettività italiana.


E poi fu Dan ad inviarmi, dopo il tirocinio, nel Québec a diri-gere il Corriere del Québec, un settimanale che la famiglia Iannuzzi aveva creato a Montréal, prima di partire per Toronto.
E da quei giorni fummo sempre amici. Lui riservato io più esuberante. Poi, anche quando lasciai, restammo sempre in contatto. Mi mandava una volta la settimana il Corriere persino in Africa, in Etiopia, dove mi ero trasferito.


Questo era il segno dell'attaccamento al "suo" giornale, voleva che la gente lo leggesse che lo seguisse.


Rientrato in Canada negli anni '90 fui ammirato dal progresso e dalla popolarità di quest'uomo che aveva sempre creduto nell'importanza delle comunicazioni.


Dopo la Tv, il quotidiano, la radio, i giornali, la stampa, la tipografia.
Questo era Dan Iannuzzi, incrollabile nelle sue idee, onesto con gli amici fino alla fine.


Ciao Dan, verrò da Montréal per seguire i tuoi funerali a Toronto.
 


Dom Serafini
VideoAge - New York


Vorrei unirmi al gran numero di lettori che hanno manifestato le condoglianze ai giornalisti e staff del Corriere Canadese per la perdita dell'editore Dan Iannuzzi.


Non ho conosciuto Iannuzzi di persona, ma, come membro dell'industria televisiva internazionale, ho apprezzato il suo lavoro con City-Tv e, come italiano all'estero, ho apprezzato il suo impegno per la comunitá con il Corriere Canadese prima e le Tv multilingue dopo.


Infine, come saltuario collaboratore del Corriere Canadese ho avuto modo di constatare la sua indipendenza editoriale e grande spirito d'innovazione.

 

Sal Verri
Italica Accounting


Dopo le dovute, rispettose e profonde condoglianze alla famiglia Iannuzzi, permettetemi di raccontarvi il nostro Dan attraverso alcuni miei contatti, personali e di business, con lui.
Una volta, era il 1967, chiese la mia collaborazione per inoltrare all'allora ministro federale dei Trasporti, l'on. Jameson, di far diventare bilingue i cartelli segnaletici all'interno dell'aeroporto di Toronto, allora scritti soltanto in inglese. La seconda lingua doveve essere quella italiana - sosteneva Dan - per il grande numero di nostri connazionali che allora arrivavano e partivano. Quella battaglia non la vinse, i cartelli restarono solo in inglese, ma il governo federale si rese conto che gli italiani di Toronto avevano una voce autorevole e robusta, quella dell'editore e fondatore del Corriere Canadese.
Dan prima di avere il pallino della tv, ha avuto quello della radio. Nel lontanissimo 1969 lanciò sulla stazione Chic, 790 Am, un programma domenicale di tre ore intitolato "Radio Vostra". L'editorialista di quel programma ero io, i presentatori Maurizio Panzini, Alba Bohman e Patrizia Mastrantonio. Dan ha sempre messo il Corriere Canadese a disposizione di chiunque promuovesse qualcosa di italiano. E quando la Molson lanciò la Birra Italia, ci sostenne sin dal primo... bicchiere.
Salute, caro Dan.


Michele Santoro
Ass. Presenza Lucana


L'associazione Culturale e Sociale Presenza Lucana di Taranto, della quale sono il presidente, invia le più sentite condoglianze a tutti i familiari ed ai collaboratori che vedevano in lui una figura istituzionale e paterna.



Nino Colavecchio
Presidente nazionale CNIC

Il Congresso Nazionale degli Italocanadesi esprime le più sincere condoglianze alla famiglia Iannuzzi per la scomparsa di Dan Iannuzzi, avvenuta in Italia lo scorso 20 novembre.


Dan, una vera forza della comunità, ha rafforzato con le sue pubblicazioni la nostra capacità di comunicare in lingua italiana e di partecipare a pieno titolo alla società canadese.


Noi del Congresso ricorderemo sempre, tra i suoi molti contributi, la sua forza nel presentare la storia del padre Andrea, internato in Canada durante la Seconda Guerra Mondiale, e la sua leadership all'interno della Commissione per le Riparazioni del Congresso stesso. Avendo sofferto in prima persona quel periodo oscuro per la nostra comunità, allorché il nostro stesso senso di appartenenza venne frantumato, Dan ci aiutò a ricostruirlo.


Il Congresso Nazionale degli Italocanadesi continuerà a tener viva la memoria dell'internamento degli italocanadesi. Siamo grati a Dan per aver condiviso con noi le sue esperienze.


Un contributo a nome di Dan Iannuzzi verrà versato alla Children's Wish Foundation.


Joe "Combin" Bonavota

Sono fiero e orgoglioso di aver conosciuto colui che senza alcun dubbio è stato un grande uomo. Condoglianze vivissime alla sua famiglia e a tutto lo staff del Corriere Canadese. Concludo applicando a mister Iannuzzi un motto calcistico che uso sempre: "I grandi non si discutono. Si ammirano, si rispettano, si amano". E lei, signor Iannuzzi, è stato un grande.


Enzo Iammatteo
NBA, New York


Ho appreso a New York della grave perdita che ha colpito la famiglia Iannuzzi, il Corriere Canadese e la comunità italiana di Toronto. Ho conosciuto Dan negli anni un cui sono stato coinvolto con il Corriere Canadese. So che era una persona squisita, un grande leader. Sentite e profonde condoglianze.


Tony Silipo
Federazione Calabresi Ont.


Anche dopo alcuni giorni dalla sua scomparsa mi è difficile trovare le parole giuste per descrivere il grande contributo di Dan Iannuzzi alla nostra comunità.


Lo ricordiamo dovutamente per averci dato, da anni tramite il Canale 47, e da sempre tramite il Corriere Canadese, due forti voci con cui poter gridare la nostra presenza in questo Paese. E con queste ci ha talvolta anche spinto a guardarci nello specchio sia per gioire che per rimproverarci.
Io ricordo ancora di più il suo interesse genuino, insieme ad Elena, per i problemi dei nostri figli nella scuola. Lo ricordo anche per la sincerità con cui sentiva la forza ed i problemi della nostra identità canadese ed italiana e che lo guidava nelle sue tante iniziative. Sono felice di poter aver avuto una piccolissima parte nel suo grande progetto di Tandem. E mi ricorderò dei suoi saggi consigli da calabrese negli sforzi di radunare questa nostra comune collettività.


Sì, Dan era un gigante ed un pioniere dei Media e nel multiculturalismo. Questo è già molto e gli allori non gli sono mancati. Ma lo era non solo per ciò che è riuscito a fare, ma per come è riuscito a lasciare la sua impronta, con la credibilità di chi fa del bene semplicemente perché è la cosa giusta da fare.


Oggi e nei prossimi giorni piangeremo la mancanza di un grande amico. Poi verrà il più difficile: continuare a costruire la nostra comunità senza la sua presenza e cercando di ricordarci come l'avrebbe fatto lui.


Ad Elena ed a tutta la famiglia, con grande affetto, vanno le nostre più sentite condoglianze ed un forte grazie. Porgo le nostre condoglianze anche a tutti voi del Corriere Canadese.


Mike Duffy giornalista CTV

Quando bisogna costruire un grande Paese occorrono persone con una visone creativa del futuro. Dan era una persona così. Egli ha saputo cogliere le opportunità imprenditoriali proprio dove altri non l'hanno fatto, egli ha avuto il coraggio di seguire i suoi sogni e farli diventare realtà. Non è stato facile, ma nessuna cosa di valore diventa realtà senza il duro lavoro. Ci mancherà davvero tanto.


Igor Klinaev

Le mie più sentite condoglianze alla famiglia Iannuzzi nel ricordo di un "grande" uomo, Dan Iannuzzi. È stato un grande onore per me lavorare con Dan dal 2000 al 2002.


Giancarlo SigalI
ex dipendente CiaoRadiocorriere


Mi piace pensare che se ne sia andato momentaneamente per realizzare un'altra delle sue imprese che precorrono i tempi. Perché‚ Dan Iannuzzi, secondo me, aveva già‚ inventato la macchina del tempo che gli permetteva di vedere il futuro e di realizzare progetti che ai più‚ sembravano senza speranza.  Per il tempo che sono stato alle sue dipendenze, non sono mai riuscito a dargli del tu: per me era il signor Iannuzzi. Un grande, troppo al di sopra di tutto e di tutti, capace di intuizioni incredibili e di gesti di grande umanità.  Grazie per tutto quello che ci ha dato, signor Iannuzzi. Il ricordo di una persona speciale come Lei e del suo sorriso non potranno che farci sempre un gran bene.


 

Basilio Giordano
Editore, Montréal


Apprendo costernato, mentre sono in Italia per affari personali, la notizia dell'immatura scomparsa del caro Dan. Forse scado nel retorico, ma non posso fare a meno di inchinarmi alla memoria del pioniere della stampa italiana in Canada. Una grandissima perdita! Io e la redazione del "Cittadino Canadese" porgiamo le nostre più sentite condoglianze.

 

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